Protezione civile, quale?Stampa

Ing. Leonardo Corbo

In Italia, il 40 per cento della popolazione vive in aree a rischio sismico, dove il 64 per cento degli edifici non è costruito secondo le norme antisismiche. Due milioni di persone sono esposte al rischio vulcanico. Negli ultimi ottanta anni ci sono state in Italia 5.400 alluvioni e 11.000 frane. Questi disastri sono costati negli ultimi 35 anni circa 350.000 miliardi di vecchie lire ovvero 175 miliardi di Euro, 120.000 morti nell ultimo secolo. In Parlamento è ricorrente la lamentela, in occasione di ogni evento calamitoso, che non si sia ancora affrontata l' esigenza di una legge quadro sulle calamità, che disciplini cioè con semi-automatismo il ristoro dei danni, la ricostruzione ed il ripristino ambientale, finora si è sempre fatto ricorso a ordinanze e decreti urgenti per definire le competenze stabilire i provvedimenti e reperire i relativi fondi, ma non si è ancora riusciti ad intervenire in modo omogeneo ed organico e si continua ad assistere a variazioni in corso d' opera. Ad esempio, a seguito degli eventi sismici, che hanno colpito le Marche e l' Umbria nel 1997, sono stati emanati ben ventiquattro provvedimenti ed in particolare: 15 ordinanze ministeriali, 4 decreti - legge, 2 leggi finanziarie (1997 e 1998) e 3 decreti ministeriali, al fine di affinare con il tempo le misure d'intervento. Non si conoscono, all' atto, i dati al terremoto Aquilano dell Aprile 2009. All' estemporaneità e all' intempestività si aggiunge il rischio di paralizzare il lavoro degli amministratori. Il tutto con il risultato di lasciare le popolazioni colpite nell' incertezza del futuro, perché l' improvvisazione produce inevitabilmente inconvenienti e disparità di comportamenti e trattamenti. Alle volte, addirittura, essa aggrava i danni.
Pubbliciamo a seguire, nella sezione documenti, la versione completa della proposta dell'Ing. Corbo.