Montanelli: chalet o baracche?Stampa

Chalet o baracche?

Nella primavera del 1981, Indro Montanelli giunse a Castenuovo di Conza (Salerno) per visitare il cantiere dove, con le offerte dei lettori del Giornale, si stava costruendo un villaggio destinato ai terremotati del paese.
Non lontano dall’epicentro del sisma del 23 novembre del 1980, Castelnuovo era stato a tal punto devastato dal sisma che molti giornalisti, nel raccontare del funerale delle vittime, scrissero che “metà del paese aveva seppellito l’altra metà.”
Dopo la visita e lo scrupoloso controllo dei lavori in corso, il giornalista venne invitato, dal sindaco e dagli abitanti, nel villaggio di case prefabbricate dove si erano insediati i sopravvissuti alla catastrofe.
Realizzato da una impresa altoatesina, era composto da graziose e robuste costruzioni di legno, abitualmente destinate al ruolo di case di villeggiatura nelle vallate alpine.
Nel salotto di una di quelle abitazioni, mentre si accomodava in una poltrona, lodando la confortevole struttura dell’alloggio e la buona sistemazione di parti dell’arredamento recuperato dalla vecchia casa distrutta, Montanelli si rivolse al commissario straordinario del governo: ”Vede Zamberletti”, disse, “se una casa cosi la abita un miliardario si chiama “chalet”, se invece la abita un terremotato si chiama ”baracca”.

 

Tipologia: Articolo | Pubblicato il 29/09/2009 da Redazione News