Messaggio di Guido Bertolaso al Convegno "Per un'Italia più sicura: le vie dimenticate delle prevenzione"Stampa

Messaggio di Guido Bertolaso al Convegno "Per un'Italia più sicura: le vie dimenticate delle prevenzione"

Pubblichiamo il testo del messaggio inviato dal capo Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso al Convegno "Per un'Italia più sicura: le vie dimenticate delle prevenzione"

Ancora una volta un terremoto ha dimostrato la fragilità sismica del territorio italiano. Quello del 6 aprile è stato un terremoto che, come 100 anni fa a Messina e Reggio Calabria, ha avuto epicentro nelle vicinanze di una città e non, come nei più recenti terremoti italiani, in aree poco abitate.
È bastata una magnitudo 5.8 per sconvolgere il tessuto edilizio, sociale ed economico di un’area urbana, la cui ripresa presenterà molte criticità, se non si manterrà alta, nel prossimo futuro, l’attenzione di tutto il paese nel sostenere e mantenere rapida la ricostruzione.
La lezione è stata durissima, le dimensioni della catastrofe impressionanti, soprattutto tenendo conto che il territorio colpito fin dal 1915 è classificato come zona sismica. Il terremoto del 6 aprile 2009 ha messo a nudo l’inadeguatezza sismica non solo degli edifici storici o semplicemente di quelli più vecchi in muratura, ma anche di quelli costruiti con criteri antisismici di 20-40 anni fa. Il bilancio poteva essere ancora più grave se, come accaduto nel passato e come potrebbe accadere in futuro, il terremoto avesse colpito aree solo di recente classificate come zone sismiche.
La scienza e la tecnologia hanno fatto passi considerevoli negli ultimi anni anche nell’ambito delle conoscenze di sismologia e ingegneria sismica. Oggi non solo l’inerzia e la rassegnazione, ma neppure il lento procedere a qualche operazione di messa in sicurezza antisismica non sono più accettabili. Da un lato infatti abbiamo chiara la conoscenza dei disastri immensi che che potrebbero accadere in tutte le aree a forte sismicità del Paese, mentre dall’altro disponiamo di tecniche e metodiche di costruzione antisismica e di riqualificazione antisismica del patrimonio esistente affidabili e abbordabili anche sottto il profilo economico. Su queste basi possiamo dire che l’unica risposta che possiamo dare è l’avvio sollecito di un’opera di prevenzione strutturale vasta e impegnativa, basata sul rafforzamento delle costruzioni esistenti e, ove sussistano le condizioni, di rinnovamento del patrimonio edilizio nonchè sull’intransigente rispetto delle norme antisismiche per le nuove costruzioni. Occorre un impegno costante della “Politica” nel senso più alto, un impegno che si mantenga tale al di là dei cambiamenti dei governi, un progetto di lungo termine che persegua l’obiettivo di una progressiva messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato, per garantire a tutti i cittadini la sicurezza di una vita non minacciata da crolli e devastazioni improvvise ed imprevedibili come quelle generate dai terremoti. L’obiettivo è ambizioso e minimale allo stesso tempo: potremo fermarci, in pace con la nostra coscienza, solo quando avremo assicurato al Paese quei livelli minimi di compatibilità delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri uffici, delle nostre fabbriche, dei nostri ospedali, del nostro ambiente, con l’elevata pericolosità sismica del territorio italiano.

L’Aquila 22.04.09
Guido Bertolaso

 

Tipologia: Articolo | Pubblicato il 23/04/2009 da Redazione News