Disastro in Liguria e Toscana: On. Zamberletti “Migliorare normativa per la messa in sicurezza” Stampa

Disastro in Liguria e Toscana: On. Zamberletti “Migliorare normativa per la messa in sicurezza”

Ancora una volta l’Italia si è fatta sorprendere. Nonostante le previsioni e l’allerta meteo della Protezione Civile c’e stato fango e morte. Non è stato un evento normale ma nella sua straordinarietà, che diventa sempre più ricorrente visto il frequente ripetersi di questi eventi, non ci può più trovare impreparati.

“Diciamoci la verità – sostiene Giuseppe Zamberletti, presidente dell’ISRO - solo una onesta e attenta analisi, di carattere scientifico, della mappa aggiornata dei rischi e una ragionevole assegnazione di priorità nelle normative, nelle politiche locali e negli interventi di messa in sicurezza possono creare i presupposti per interventi mirati, capaci, da una parte, di far risparmiare risorse, e dall’altra di evitare il frequente ripetersi di tragedie e di perdite di vite umane”.

La Protezione Civile, come di consueto, sta ben operando dando assistenza alla popolazione cercando di portare sollievo alle cittadinanze colpite ripristinando i servizi essenziali e dispiegando forze e addetti per evitare ulteriori disgrazie. Ma se siamo bravissimi ad intervenire nelle emergenze, dobbiamo riconoscere di essere ancora in larga parte sprovveduti di fronte ai problemi della prevenzione attiva. si tratta quindi soprattutto di sollecitare interventi sul quadro normativo per imporre nuovi standard di sostenibilità e di sicurezza.

“L’ISPRO ritiene che si debbano affermare definitivamente una nuova coscienza di prevenzione territoriale ed una spinta decisa sulla formazione dei soggetti preposti alla messa in sicurezza, affinché non si debba sempre intervenire “dopo” gli eventi” - sostiene il vice presidente dell’ISPRO On. Riccardo Migliori. “E’ incredibile che ancora oggi si possano vedere case di cui si è autorizzata la costruzione in prossimità dei fiumi, ed in particolare nelle possibili zone di esondazione : una delle iniziative più urgenti da prendere, visto il ripetersi di alcuni eventi in certe zone, è il potenziamento delle attività di cura e manutenzione dei boschi e dei versanti, non solo attraverso interventi pubblici, ma anche mediante una intelligente tutela del presidio abitativo locale già presente”.

“Ci sono ancora troppe incertezze, troppe differenze fra regione e regione in un’Italia ancora troppo a geometria variabile. Insomma, per dare un stop all’emergenza continua, occorrono una pianificazione intelligente delle attività ed un impegno teso costantemente alla prevenzione territoriale e all’informazione pubblica, che solo un nuovo atteggiamento del legislatore potrà contribuire a far diventare “cultura”. Riportiamo tutto questo senza voler cercare né il famigerato colpevole di turno né le più semplici responsabilità, ma dobbiamo capire che fino ad oggi non è riuscita ancora a prevalere nella cultura istituzionale centrale e locale una vera cultura di prevenzione e di protezione della popolazione che potesse scongiurare almeno il rischio di perdita di vite umane. Inoltre va considerato che ogni evento che comporti di interventi di soccorso e ripristino, costa allo stato cifre incredibili.”

Andrea Cosentino - Direttore ISPRO

 

Tipologia: Comunicato Stampa | Pubblicato il 27/10/2011 da Redazione