Dagli alloggi monoblocco ai Mapi.Stampa

Trasporto e montaggio modello SapiEsterno ed interni Sapi

L'esperienza dei Mapi, gli alloggi monoblocco di facile trasporto e stoccaggio, nata dopo il terremoto che colpì l'Irpinia nel 1980.

Le operazioni di soccorso in Campania e Basilicata, dopo il sisma del 23 novembre 1980, avevano confermato il ruolo essenziale degli alloggi monoblocco per dare alla gente un riparo meno precario delle tende. Ma ne avevano messo in evidenza anche i difetti che ne rendevano problematico l’impiego prolungato imposto dai tempi della ricostruzione e del reinsediamento definitivo.
In particolare, come aveva rilevato lo stesso Enrico Berlinguer durante una visita ai campi, due erano i punti negativi: la copertura, che d’estate avrebbe reso molto alta la temperatura interna; la sagoma e le misure, imposte dalle esigenze del trasporto, simili a quelle di un vagone ferroviario.
Berlinguer aveva esposto le proprie osservazioni al Commissario Zamberletti, presente anche un gruppo di tecnici, e quei suggerimenti stimolarono l’interesse dell’industria di settore, che mise allo studio nuove soluzioni abitative per l’emergenza. Tra le proposte più interessanti prodotte da questa ricerca fu il Progetto SAPI-Sistema Abitativo di Pronto intervento, messo a punto dalla EDIL.PRO. Composto da moduli abitativi monofamiliari e bifamiliari (MAPI), moduli multiuso di diverse dimensioni (MPL) e moduli di connessione, il sistema garantiva trasportabilità, tempi brevi di installazione, buone condizioni di abitabilità anche sul lungo periodo, e quasi totale recuperabilità delle parti dopo l’uso.
In particolare il MAPI, con dimensioni esterne analoghe a quelle di un alloggio monoblocco nella configurazione di stoccaggio e trasporto, ne triplicava gli spazi interni quando veniva “dispiegato”. La soluzione adottata, nel rispetto delle dimensioni era geniale: invece di trasportare spazi vuoti, il modulo centrale conteneva internamente, ripiegati lungo le pareti, tutte le componenti del sistema, pareti e supporti compresi. In questo modo, i fianchi del modulo centrale potevano essere allargati, fino a costituire altri due ambienti, triplicando il volume iniziale. Costruiti con materiali assai resistenti e predisposti con le dotazioni interne essenziali, i moduli potevano essere connessi tra loro o semplicemente affiancati, e formare con i moduli multiuso (utilizzabili per scuole, chiese o luoghi di riunione) piccoli villaggi dotati del necessario a una più agevole convivenza sociale.

 

Tipologia: Articolo | Pubblicato il 04/06/2009 da Redazione News