Convegno “Beni culturali e rischi naturali”Stampa

Un momento del convegno

Convegno “Beni culturali e rischi naturali”

Si è svolto a Roma nei giorni scorsi il convegno dal titolo "Beni culturali e rischi naturali. Il modello Umbria: dall’emergenza sismica alla ricostruzione" sono intervenuti: il Capo Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso e, in rappresentanza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, il Sottosegretario Francesco Giro.
L’esperienza umbra è stata particolarmente significativa grazie alla collaborazione fra le istituzioni coinvolte: il Dipartimento della Protezione Civile, il Ministero per i Beni e le attività culturali, la Regione Umbria e i Comuni. Vista la sua importanza rappresenta un modello operativo di riferimento.
Rapidità, sicurezza e qualità sono gli elementi che qualificano questo “modello” di ricostruzione. Sono intervenuti autorità, docenti universitari, studiosi e operatori dell’emergenza per confrontarsi sulla ricostruzione dei beni culturali dopo un'emergenza e sul modello di gestione dei beni durante una catastrofe, tra i relatori anche il Padre Custode del Sacro Convento di San Francesco di Assisi.
Il terremoto del 26 settembre 2007 fu caratterizzato da due scosse: la prima alle 2.33, la seconda alle 11.40 che fece collassare alcuni edifici già lesionati dalla scossa precedente. Anche parte della volta della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi crollò, provocando vittime tra i tecnici della Soprintendenza e i Frati del Convento.
Le scosse successive generarono un danno enorme al patrimonio monumentale e artistico di Umbria e Marche.
In quell’occasione furono prese in considerazione sia le esigenze della tutela del patrimonio culturale che le necessità pratiche della popolazione: in entrambi i casi l’obiettivo fu ricostruire.
Vennero così formate figure specializzate per affrontare situazioni complesse come quelle causate dai rischi naturali. Vennero inoltre nominati un Commissario delegato per i Beni Culturali e due Vicecommissari esecutivi. In soli tre mesi riaprirono al culto decine di chiese in condizioni di sicurezza.
Il rilevamento sistematico dei danni fu realizzato utilizzando apposite schede.
Sono indicativi alcuni dati concreti: in un anno vennero redatte 2.470 schede di immobili danneggiati, 61% chiese, 5% edifici religiosi, 32% architettura civile; nel complesso i beni indagati furono 3.288. A conclusione di questo lungo e meticoloso lavoro,in occasione della chiusura dell’attività dell’ufficio del Vice Commissario delegato per l’Umbria, è stato redatta la pubblicazione “Beni culturali in Umbria: dall’emergenza sismica alla ricostruzione”, presentata nel'ambito del'iniziativa .

 

Tipologia: Articolo | Pubblicato il 03/04/2009 da Redazione News