"Alla larga dai pericoli" parte il progetto della Regione UmbriaStampa

"Alla larga dai pericoli" parte il progetto della Regione Umbria

Presentato il progetto didattico "Alla larga dai pericoli" rivolto alle scuole primarie della Regione Umbria

Educare i bambini ad affrontare le situazioni di pericolo e sviluppare la cultura della protezione civile a partire dalla scuola: sono gli obiettivi del progetto didattico “Alla larga dai pericoli”, promosso dalla Regione e da “Anci” Umbria e rivolto agli alunni delle ultime classi degli Istituti primari. All’iniziativa, presentata il 28 gennaio 2009 a Perugia dall’assessore regionale alla Protezione Civile Vincenzo Riommi, dal presidente ANCI Umbria Paolo Raffaelli, dal responsabile ANCI per la Protezione Civile Salvatore Stella e da Valeria Poggi del Servizio Protezione Civile della Regione Umbria, hanno aderito 58 scuole, oltre 300 classi (in prevalenza V elementari) per un totale di più di 4mila alunni. Il progetto prevede lezioni tenute da volontari della protezione civile opportunamente formati: sono 16 le Associazioni umbre che collaborano all’iniziativa e 52 i volontari partecipanti. Verranno utilizzati mezzi audiovisivi, sono previste attività finalizzate al coinvolgimento diretto degli alunni come laboratori tenuti dagli insegnanti nel corso dei quali i bambini saranno a chiamati a produrre materiali (come cartelloni, disegni, riflessioni scritte, collages etc.) sui temi della protezione civile. I lavori realizzati in classe saranno poi selezionati da una apposita Commissione ed i tre migliori verranno premiati nel corso della giornata conclusiva del progetto, in cui si terrà una simulazione delle attività di protezione civile ed a cui parteciperanno rappresentanti di Regione, ANCI, Associazione di volontariato, delle classi e delle scuole partecipanti.
“Come testimoniano anche i più recenti fatti di cronaca – ha detto il presidente ANCI Umbria, Raffaelli - troppe parti del territorio nazionale sono fuori da ogni logica di tutela e di sicurezza per i cittadini. Con questo progetto intendiamo sviluppare l’idea di autotutela e di incolumità della persona a partire dal singolo. Come ANCI – ha concluso Raffaelli – abbiamo svolto un ruolo di coordinamento tra i diversi soggetti che operano nel progetto e abbiamo sollecitato le iniziative dei Comuni, ciò in accordo con la Regione Umbria e con le Associazioni di volontariato della protezione civile”.
“Il progetto – ha spiegato Riommi – rientra tra le politiche della Regione per innalzare il livello di consapevolezza della popolazione sui temi della sicurezza legata a diversi fattori di rischio. Ci siamo rivolti alle scuole per formare i nuovi cittadini e metterli in condizione di fronteggiare i pericoli. Siamo voluti partire dall’ordinario, dai più piccoli, perché scuola e bambini hanno un grosso impatto educativo sulle famiglie e sulla comunità”.
“Più dell’80 per cento delle scuole primarie ha aderito all’iniziativa – ha detto Salvatore Stella. Una risposta significativa che vede coinvolti 60 dei 92 comuni umbri. L’Umbria è una regione attrezzata a livello istituzionale e di volontariato per quanto riguarda la protezione civile, ma occorre rafforzare la diffusione di una cultura in materia. Il progetto consente ai Comuni, spesso a corto di risorse, di potere agire anche su questo fronte in stretta collaborazione con le altre istituzioni ed il mondo della scuola e del volontariato”.
Valeria Poggi ha sottolineato che il progetto, diversamente dal precedente denominato “A scuola di terremoti” ed avviato nel 2001, è esteso a tutti i tipi di rischio, non solo quello sismico. Come in passato “la volontà che anima l’impegno di tutti i soggetti coinvolti – ha detto Poggi - è comunque di evitare manifestazioni di facciata e realizzare iniziative veramente utili per la comunità”.

 

Tipologia: Articolo | Pubblicato il 29/01/2009 da Redazione News